Con gli occhiali la meta non la vedi più

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Empoli – Roma 0 a 0

Per favore, non mi venite a parlare delle grandi parate di Skorupski! Raramente in serie A ho visto una squadra così qualitativamente modesta come l’Empoli, che non solo ha dovuto cambiare allenatore per il secondo anno consecutivo, ma ha anche perduto quattro titolari, ed esattamente Paredes, Zielinski, Mario Rui e Tonelli, rimpiazzati alla meno peggio, mentre il suo attaccante più pericoloso, Maccarone, ha ormai superato i 37 anni. Insomma è una squadra che solo un miracolo può salvare dalla Serie B, contro cui la Roma aveva l’assoluto dovere di vincere. Ma contro l’Empoli la Roma non ha praticamente giocato, addormentandosi dopo i primi 10 minuti, in cui Skorupski era stato severamente impegnato prima di testa da Dzeko e poi di sinistro da Salah, compiendo due belle parate, sì, ma non due miracoli. Dopo, però, solo nel finale Skorupski è stato ancora impegnato severamente, respingendo in tuffo sulla destra un gran tiro di sinistro al volo di El Shaa. Poi, come direbbe Califano, tutto il resto è noia; anzi nella ripresa ci sono stati un paio di pericoli da brivido per la porta romanista, prima quando Maccarone, su dormita generale dei nostri, ha potuto calciare, per fortuna fuori, da distanza ravvicinata e poi quando l’arbitro Di Bello ha commesso la castroneria di non fischiare un nettissimo fuorigioco di Maccarone, che rincorre la palla e la raggiunge in solitudine, partecipando quindi attivamente all’azione, e solo quando l’ha raggiunta si ferma senza toccarla. Il guardalinee giustamente sbandiera e i nostri si fermano, ma l’arbitro, che altrimenti non avrebbe arbitrato male, incredibilmente non fischia, così Pasqual, che aveva lanciato Maccarone in profondità, si lancia a sua volta sul pallone e sferra un gran sinistro trovando per fortuna ben piazzato Szczesny, che devia in angolo. Ma per il resto la Roma è stata un pianto e per oltre un’ora Skorupski non ha dovuto compiere alcuna parata.

I giocatori, dopo un inizio in cui sfondare sembrava facile, si sono adagiati? Sì, forse è vero, ma solo in parte. La verità è che ancora una volta Zucca Pelata Spalletti ha sbagliato, riproponendo ancora quel 4-2-3-1 che col Sassuolo aveva lasciato a desiderare, con Naingol avanzatissimo e fuori dal gioco, tant’è che la Roma la partita la vinse nella ripresa, quando Zucca Pelata ebbe l’umiltà di correggersi, riportando Naingol in mediana e passando al 4-3-3. Ma stavolta ZP non è stato umile, anzi ha voluto fare di nuovo il fenomeno, inventandosi Palmieri terzino destro e Ruediger terzino sinistro, quando la natura e la logica imponevano il contrario. La natura, perché Ruediger è destro e Palmieri mancino e perché la loro esperienza calcistica di fascia li ha sempre visti giocare sul lato del proprio piede (tranne quando ZP ha dovuto mettere Palmieri a destra avendo a disposizione solo terzini mancini). La logica, perché, dato che spesso e volentieri i terzini della Roma sono chiamati a fare le ali, bisognava metterli in condizione di crossare in velocità col loro piede buono, cosa impossibile se il mancino, prima di crossare, deve fermarsi per portarsi il pallone sul sinistro (ciò che è sistematicamente avvenuto per Palmieri); la stessa cosa, invertendo i piedi, è costretto a fare il destro. Cosicché in area non arriveranno mai dei cross dal fondo, ma solo degli spioventi dalla tre quarti, che notoriamente sono più facilmente controllabili dalle difese. E questo è uno sbaglio ancor più grave se consideri che hai un centravanti che di testa le prende quasi tutte, per il quale i cross a rientrare dal fondo, specialmente se hai contro dei difensori non molto alti come quelli dell’Empoli, sarebbero una manna: questo vuole la logica, per non dire l’intelligenza. Invece il povero Dzeko, che pure si è battuto, ha ricevuto solo due palloni validi per colpire di testa verso la porta: uno al primo minuto di gioco, quando la difesa empolese non era ancora assestata e gli ha permesso di arrivare per primo sullo spiovente (spiovente e non cross) di Palmieri dalla destra; il secondo su cross dal fondo di Perotti, entrato solo nel finale al posto di De Rossi, ma la palla gli è arrivata leggermente alta e lui l’ha spedita fuori. Insomma, chiedendo alle ali di “entrare nel campo“, come dice lui, o di accentrarsi, come dico io, e invertendo la fasce dei terzini, ZP ha creato un imbuto in cui la pur modesta, ma combattiva e ben organizzata, difesa avversaria ha potuto avere buon gioco e l’Empoli ha inchiodato la Roma sullo 0 a 0, il cosiddetto risultato “a occhiali”; ma sono occhiali che non migliorano la vista sulla meta d’un piazzamento prestigioso, anzi l’allontanano.

Questo pareggio, poi, che equivale a una sconfitta, è tanto più allarmante, perché la Roma ha creato solo tre occasioni da gol e ha vivacchiato per la maggior parte della partita; quindi non è solo la mancata vittoria a preoccupare, ma anche la mancanza di gioco, che invece a Sassuolo era stato ritrovato. E, affermando che 4 punti o 2 punti di distacco dalla Juve a questo punto del campionato non fanno una gran differenza, Naingol dice un’emerita fesseria: quando cominci a perdere terreno, riprendere la Juve è una specie di mission impossible, mentre devi invece guardarti alle spalle, perché Milan e Lazio sono più vicini alla Roma di quanto la Roma lo sia alla Juve.

Oltre agli errori di Spalletti, mettiamoci pure la pessima prova di Salah e la prova sotto tono di quasi tutti gli altri, mentre la mancanza di Florenzi, del suo incessante dinamismo, dei suoi bei cross, si è fatta sentire; Palmieri, pur con l’handicap sopra descritto, ha giocato benino, ma sta di fatto che i pericoli per la Roma sono venuti solo dal suo lato e che lui solo una volta ha creato un pericolo per l’Empoli. Insomma, una Roma da ritoccare in fretta, se non vogliamo buttare via anzitempo l’ennesima stagione.

Io contro l’Austria Vienna (si gioca a Vienna giovedì alle 19) giocherei col 4-3-3 con questa formazione: Alisson; Peres, Manolas, Ruediger, Jesus; Naingol, Paredes, Strootman; Perotti, Dzeko, El Shaa. E’ una formazione equilibrata, in grado di presidiare bene ogni zona del campo. Ma chissà se ZP saprà trovare l’equilibro giusto?

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