Ma ‘ndo vai, se Checco Totti non ce l’hai?

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Roma-Sampdoria 3 a 2

Poco prima dell’esordio in Uefa League voglio dedicare qualche riga a Roma-Samp, che non sono riuscito a commentare prima (e di questo mi scuso con chi mi segue).

Prima della partita temevo molto l’arbitro Giacomelli, che nel 2013, con un arbitraggio a dir poco scandaloso, aveva impedito alla Roma di battere il Sassuolo, non fischiando tre rigori su Ljaijc, né il fallo su Castan di Berardi, che così potè pareggiare all’ultimo secondo. Stavolta invece, sempre all’ultimo secondo, Giacomelli ha fatto il suo dovere fischiando il fallo da rigore commesso da Skriniar su Dzeko; un fallo ingenuo, ma ineccepibile, perché il piede di Skriniar va netto sulla caviglia di Dzeko. Qualcuno ha osservato che la pedata di Skriniar non era così forte da far cadere Dzeko, senza pensare che quando sei in movimento e non poggi entrambi i piedi in terra basta poco a farti perdere l’equilibrio. Ma in ogni caso le pedata sulla caviglia di Dzeko c’è stata e quello per regolamento è fallo e se il fallo avviene in area, è rigore, punto e basta: l’arbitro, che era a due passi, l’ha visto e fischiando il rigore ha fatto solo il suo dovere. E a quel simpaticone di Ferrero, presidente della Samp (che purtroppo dicono che sia romanista; dico “purtroppo”, perché uno come “er Viperetta” tra i tifosi della Roma non ce lo vorrei mai), che il regolamento evidentemente non lo conosce e ha voluto ricamare sulle qualità di attore di Dzeko, vorrei ricordare che in Samp-Roma dell’anno scorso il gol segnato su punizione da Eder era da annullare per un netto fallo su Florenzi in barriera; per di più quella punizione era stata fischiata sugli sviluppi di un clamoroso rigore negato alla Roma per un netto fallo di mano del difensore Moisander, ignorato dal nefasto arbitro Banti, recidivo contro la Roma, a cui Ferrero dovrebbe essere riconoscente per la vita. Ma pretendere serenità di giudizio dal Viperetta mi pare utopia. Sono quindi ‘zato come una bestia, come direbbe il bravo Gioele Dix, contro quei tafazzisti cronisti che si spacciano per romanisti e che invece quando l’arbitro arbitra a danno della Roma lo salvano, mentre quando applica il regolamento lo bocciano, come alcuni cecati hanno fatto con Giacomelli, il quale poi ne trarrà qualche motivo di risentimento contro la Roma; così avvenne con Calvarese, che, dopo esser stato criticato da una parte della stampa romana per un ineccepibile rigore dato in Roma-Chievo, nelle partite successive fu addirittura persecutorio contro la Roma. Giacomelli in Roma-Samp non ha sbagliato quasi niente (l’ho visto sbagliare nel far proseguire il gioco con la palla che era uscita, il che poi l’ha portato ad ammonire Jesus per un fallo che non avrebbe commesso se il gioco fosse stato interrotto, ma l’errore è più del guardalinee che suo) e per me meritava un buon 7. Ma si sa che questi presunti romanisti per voler dimostrare a tutti i costi uno snobbistico senso di pseudo obiettività, amano sbattersi le bottiglie sui cabbasisi come il buon Tafazzi.

Va detto poi che nel primo tempo la Roma ha giocato male e probabilmente è stata salvata dal nubifragio che all’intervallo ha costretto Giacomelli a sospendere la partita per oltre un’ora. Szczesny ha sulla coscienza entrambe le reti della Samp; e qualcuno di questi tafazzisti che ha bocciato Giacomelli a lui ha dato 6, incredibile ma vero! Ha pure fatto una gran parata su Muriel, ma da qui alla sufficienza ce ne corre, tanto più che quando rinvia coi piedi continua ad essere disastroso.

Ma l’eroe della giornata, tanto per cambiare, è stato Checco nostro, l’immarcescibile capitano, che entrando nella ripresa a diluvio cessato e col campo che aveva retto benissimo, ha sciorinato numeri d’alta scuola a getto continuo, mettendo ripetutamente i compagni in condizione di segnare. Con lui in campo è stata tutta un’altra partita, la Roma dominava  e per la vittoria non si sarebbe dovuto attendere l’ultimo minuto senza le prodezze di Viviano, il migliore della Samp (con la Roma fa sempre i miracoli), seguito dal bravissimo Muriel (uno che prenderei di corsa al posto di Dzeko), autore di un gran gol, anche se agevolato da Szczesny. Da Totti sono nati, tra gli altri, gli assist per Dzeko, entrato anche lui nella ripresa e autore d’una buona prova (anche se sotto porta ancora non è cattivo come dovrebbe), che prima ha segnato scartando il portiere e poi si è procurato il rigore decisivo.

Il pubblico si è entusiasmato alla prova di Totti, alla fine il migliore in campo, il che ha commosso molti, me compreso. Ma nel contempo è angosciante pensare che questa squadra per vincere abbia ancora bisogno del suo 40enne eroe, che ammiro soprattutto per come ha saputo mantenere un fisico ancora spettacoloso a quell’età, tanto che per me adesso sta meglio di prima; e questo senza costanza e sacrificio non puoi ottenerlo. Ma bisogna pure dare atto a Zucca Pelata Spalletti di aver trovato il modo giusto d’impiegare Totti, che entrando in campo quando gli altri sono stanchi può dare il meglio di sé, un “meglio” che fa ancora la differenza. Gli stakanovisti della non-cultura di oggi direbbero che è “tanta robba”. Insomma, Totti è ancora il nostro Re Sole, che illumina la Roma; ma temo fortemente che come lui potrebbe affermare: “Après moi le déluge”, ossia “Dopo di me il diluvio”. Insomma, saprà la Roma essere all’altezza del dopo Totti? A me per ora viene in mente, parafrasandone le parole, quella canzoncina che Alberto Sordi cantava nel film “Polvere di stelle”: “Ma ‘ndo vai, se Checco Totti non ce l’hai?”

C’è chi ha invocato Totti dal primo minuto per la partita di oggi col Viktoria Plzen. Io spero invece che Totti entri nella ripresa e sappia così essere ancora una volta decisivo per il bene della Roma.

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