NON SI VINCE AI PUNTI

Posted by & filed under .

Plusone Facebook Twitter Email

Se al 37° della ripresa Romero non avesse avuto un riflesso felino e rintorcinandosi su se stesso mentre era in volo non avesse intercettato miracolosamente il colpo di testa a botta sicura di Florenzi che mi aveva già fatto gridare al gol, se quel maledetto portiere -che dall’Argentina fu “importato” dalla Roma che lo passò alla Samp- non mi avesse fatto strozzare in gola l’esultanza, a quest’ora sentiremmo tutti parlare di una Roma di uomini con gli attributi, capaci di reagire prontamente e vigorosamente alla batosta subita col Bayern. Lo stesso commento si potrebbe sentire se il pur vivace Gervinho avesse sfruttato un paio delle occasioni che si è creato o se il solito Rizzoli non avesse fermato Ljaijc lanciato tutto solo verso la porta della Samp per un fuorigioco inesistente [per inciso, è stato un errore gravissimo, che ha evitato che la partita prendesse una svolta decisiva a favore della Roma; ma come al solito è passato quasi sotto silenzio dai media del regime, così come passano sotto silenzio i gol che la Juve continua a segnare in fuorigioco (il secondo gol al Palermo)].

La Roma contro la Samp terza in classifica non ha fatto una partita trascendentale, ma ha giocato sicuramente meglio che contro Empoli e Parma, anche se lì aveva vinto. Qui la forza dell’avversario, l’arbitro e un po’ di sfortuna (palo di Gervinho) hanno fatto sì che la Roma non riuscisse a vincere ed ecco i soliti massimalisti tutti a dire che la Roma ha fatto pena, che Garcia è un somaro, che così non si può andare avanti e via dicendo. Ma quando la smetteremo di stilare i commenti basandoci solo sul risultato e non invece sul gioco espresso dalla squadra? Io dopo la batosta germanica temevo il peggio; invece ho rivisto una Roma più che discreta, che ha tenuto in mano la partita per buona parte della gara e che in più occasioni ha impegnato il portiere avversario, mentre Morgan non ha dovuto fare una sola parata degna di tal nome. La Samp ha avuto sì un paio di occasioni, ma solo su calcio da fermo, e per fortuna Okaka, vecchio cuore romanista, s’è divorato un gol calciando male con la porta spalancata. Ma sarebbe stata una beffa atroce e immeritata, perché sul piano del gioco in campo ha comandato la Roma, malgrado le prove decisamente mediocri dei suoi due condottieri Totti e De Rossi (non tirerò fuori la solita storia che sono i due più pagati in assoluto, ma certo è che da loro ci si attende qualcosa di più e non qualcosa di meno). Se si fosse trattato d’un match di pugilato, la Roma avrebbe vinto largamente ai punti, ma al calcio non si vince ai punti; vince chi la butta dentro e la Roma, per la prima volta nella stagione, non c’è riuscita, malgrado abbia calciato la bellezza di ben 14 corner (qui c’è davvero da lavorare, come ha fatto Mihajlovich con la Samp). Forse, se Garcia avesse buttato nella mischia Destro all’inizio del secondo tempo, anziché nei 10 minuti finali, la Roma avrebbe vinto la partita. Eppure Destro contro il Chievo aveva fatto vedere quanto sa rendersi pericoloso sui corner, ma il sergente stavolta l’ha fatto entrare troppo tardi. Il che, comunque non mi fa certo perdere la stima che ho per questo trainer che appena un anno fa ha rimesso in piedi una squadra allo sbando.

Un’ultima annotazione sull’arbitro Rizzoli, il quale, oltre ad averci scippato una legittima e grandissima occasione da gol, ha propinato due gialli gratuiti a De Rossi e Astori. Diciamo che la tiratina di maglia da parte di De Rossi poteva anche meritare il giallo, ma se Rizzoli avesse fischiato il fallo che lui aveva subito un istante prima (però se lui non gigioneggiava, il fallo non lo subiva), De Rossi non avrebbe a sua volta commesso fallo e per questo era …zzato nero come una bestia. Per quanto riguarda la cervellotica ammonizione ad Astori, a descrivere l’idiozia commessa da Rizzoli c’è un detto napoletano: “Chi è chiù scemo ‘e te ‘o fa apposta!” Mentre a Roma si dice “O ce fai o ce sei”. Il povero Astori s’è beccato un giallo perchè, finita l’azione in area doriana, mentre lui spalle alla porta stava uscendo dall’area, Romero, forse in cerca di rogna, fa una rincorsa tanto veloce che neanche Usain Bolt per andare a sbattergli sulla schiena nell’effettuazione del rinvio. E’ evidente a) che Astori stava lasciando l’area e campo libero al portiere e che b) non c’è stato da parte sua nessuna volontà non solo di ostacolare il rinvio del portiere, ma neanche di effettuare un qualsiasi movimento ipoteticamente ostativo, visto che stava correndo (non velocissimamente, ma correva) verso la sua area. Se Romero lo va letteralmente a cercare, Astori non ne ha colpa alcuna. Ma Rizzoli, seguendo la moda in uso tra gli arbitri italiani (quelli che hanno già rifilato a Totti ben tre gialli gratuiti, mentre agli juventini permettono di strattonarli senza pagare alcun pegno), non solo gli fischia il fallo contro, ma gli appioppa anche un giallo che più infondato e cervellotico non potrebbe essere. E quindi delle due l’una: o non capisci niente, oppure hai una preconcetta volontà punitiva. In ogni caso non dovresti arbitrare. E pensare che in pagella gli ha dato 6 anche qualche giornale romano: e per forza che poi questi maledetti si sentono autorizzati ad infierire sulla Roma.

Domani sera scende all’Olimpico il Cesena di Bisoli, ingiustamente penalizzato dall’arbitro e sconfitto dall’Inter. Vorrà quindi rifarsi e sicuramente venderà cara la pelle, per cui non bisogna assolutamente sottovalutarlo. Ma poi, come giustamente dice Garcia, la partita più importante è la prossima. Perciò daje ragazzi, tosti e concentrati per riprendere la via della vittoria.

Plusone Facebook Twitter Email

You must be logged in to post a comment. Log in