Bugiardo ma non troppo

Di -

plusone Bugiardo ma non troppo facebook Bugiardo ma non troppo twitter Bugiardo ma non troppo email Bugiardo ma non troppo

Sampdoria – Roma 0 a 3

di Leonardo Donelli

 

Che il calcio sia fatto di episodi lo sanno anche i bambini. E l’episodica di Samp-Roma sotto il sole di Marassi ha sciorinato una sfilza impressionante di occasioni per la Samp, che -con la solita rabbia agonistica fuori del comune che settimanalmente mette in mostra ogni avversaria della Roma (p.es. guardate che fine ha fatto il Livorno, che con noi aveva dato il fritto)- per più di un’ora ha esercitato una netta supremazia, anche se bisogna dire che la Roma non ha mai sbandato. Ma ha sofferto di brutto, questo sì. Ma si sa pure che nel calcio alla fine la spunta chi riesce a buttarla dentro e così la Samp, che aveva colpito due legni e si era vista respingere da Doni ben otto conclusioni importanti, con almeno un paio di miracoli (e pensare che c’è chi vorrebbe al suo posto quel paperone di Amelia che, dopo essersi esaltato con la Roma, oggi con l’Atalanta ha fatto un paio di paperacce da calcio parrocchiale), alla mezzora della ripresa, ironia del calcio, si è ritrovata sotto al primo tiro in porta della Roma. Su corner dalla sinistra magistralmente battuto da Pizarro, il migliore in campo insieme con Doni, Panucci come un falco si avventa incontro al pallone, prima che questo arrivi all’altezza del primo palo, e con una perfetta torsione del collo lo gira di testa all’incrocio dei pali, dove non arrivano nè il portiere Mirante, nè Franceschini, appostato sulla linea. E questo gol è l’ennesima riprova della scarsa flessibilità di Spalletti, per tutte quelle volte -e sono state diverse- in cui c’era da rimontare il risultato e lui si ostinava a non inserire Panucci, che sulle palle da fermo è veramente letale. Per la Samp era una mazzata tremenda, che la metteva in ginocchio, e la Roma cinicamente ne approfittava per meritare il risultato, che comunque, sia chiaro, è decisamente ingeneroso coi blucerchiati: insomma, risultato bugiardo sì, ma fino a un certo punto. Malgrado Vucinic oggi non fosse il solito killer delle ultime partite, tanto da mangiarsi poco dopo un gol grosso come una casa tirando addosso al portiere, su servizio del vivace Giuly (subentrato all’opaco Mancini al 9° della ripresa), la Roma metteva sotto la Samp e, al termine d’una tambureggiante offensiva, consolidava il risultato con Pizarro, al quale si vede che sono arrivate le mie urla (“Tiraci da fuori, tiraci da fuori, chè il tiro ce l’hai!!!”); partendo dal vertice sinistro dell’area, il Pec, dopo aver evitato un paio di avversari allargandosi in orizzontale, si crea lo specchio per il tiro e dall’altezza della lunetta spara un’autentica fucilata di destro: la palla, colpita con perfezione assoluta, mantiene la traiettoria rasoterra e s’insacca imparabilmente nell’angolo basso alla sinistra di Mirante esterrefatto. Un minuto più tardi Cassano, che da buon ex a questa partita ci teneva da morire, lasciava il campo protestando contro Mazzarri: buona la prova di Cassano, con alcuni sprazzi di vera classe, ma anche con un paio di gol sostanzialmente mangiati, anche se in quelle occasioni Doni si è superato, così come si è superato contro Bellucci, che gli aveva indirizzato un colpo di testa a botta sicura nell’angolo basso alla sua sinistra (e su un altro suo colpo di testa era stato il palo a salvare Doni). Cinque minuti dopo l’uscita di Cassano, il nanetto Giuly -come sempre molto bravo quando gioca solo uno spezzone di partita- parte rapidissimo in contropiede e verticalizza benissimo per Vucinic, il quale appena entrato in area sulla destra potrebbe tirare in porta, ma altruisticamente con un tocco di prima allarga sulla sinistra per Cicinho, il quale, essendo diventato terzino destro dopo l’uscita di Cassetti, là non ci dovrebbe stare; ma invece, avendo fiutato la pericolosità dell’azione per la superiorità numerica creata sui difensori doriani, ci si è fiondato in gran velocità e, toccando anche lui di prima col destro, infila di precisione sul palo opposto, alla sinistra dell’incolpevole Mirante. Poi ci prova pure Aquilani, subentrato a Pizarro dopo il gol del Pec, ma il quarto gol sarebbe veramente esagerato e il suo tiro è rimpallato.

Come detto, Doni e Pizarro su tutti; buona la prova di Mexès, anche se Bellucci e Cassano lo hanno fatto soffrire; Panucci, schierato come centrale al posto di Juan, all’inizio aveva regalato a Cassano una palla gol, ma poi nella ripresa si è rifatto alla grande; bravo e instancabile Tonetto sulla sinistra e pò sotto tono Cassetti sulla destra, poi uscito per infortunio. A centrocampo De Rossi è stato ottimo in fase d’interdizione, ma impreciso nei passaggi; e poi pure lui, che ha un gran tiro, dovrebbe cercare di più la soluzione da fuori. Abbastanza anonimo Cicinho schierato all’ala destra al posto di Taddei, mentre Perrotta, dopo un discreto inizio, si è progressivamente estraniato dal gioco; Mancini, poi, pur giocando con molta disciplina tattica, quando si trattava d’affrontare l’avversario diretto, perdeva sistematicamente il pallone: irriconoscibile. Vucinic, infine, ha fatto molto movimento, ma è stato poco incisivo; anche lui dovrebbe tirare di più, invece di cercare il fraseggio: per fortuna che il suo assist a Cicinho è andato a buon fine, se no c’era da menargli per non aver tirato in porta in quell’occasione.

Ora l’Inter è a tre punti e sperare che il Siena, che già ci ha fatto il piacere di battere la Juve ed assicurarci il secondo posto, riesca a fare lo sgambetto pure all’Inter è quasi utopia. Però, ragazzi, sperare e… gufare non costa niente. Ma intanto pensiamo prima ad arrivare in finale di Coppa Italia, perchè giovedì alle 21 c’è il ritorno della semifinale a Catania…

Le pagelle di Mauro

…basta aspettare che gli avversari si stanchino…

Doni: 9 – Prestazione eccezionale: le ha prese tutte, anche quelle imprendibili; una sola incertezza, ma la palla prende il palo; migliore in campo.

Cicinho: 6 – Gioca alto, ma non combina nulla di buono; torna basso dopo l’uscita di Cassetti e segna un bel gol.

Mexès: 7 – Ha avuto parecchio da fare, soprattutto nel primo tempo e se l’è cavata egregiamente.

Panucci: 6 – Mediocre primo tempo, regala qualche palla gol; segna bene la rete che sancisce la scomparsa fisica della Sampdoria; pace fatta con Doni.

Tonetto: 6 – Con quel Mancini può fare poco, ma riesce a rendersi pericoloso con qualche cross ben fatto; cala nel finale.

De Rossi: 7 – Nonostante la spinta degli avversari riesce a tamponare le loro iniziative; è leader in campo e quando gira il vento è pronto ad alzare il baricentro della squadra, ma non si vede a concludere.

Pizarro: 8 – Partita di quantità e di qualità; perfetto l’angolo su cui Panucci è bravo a segnare e decisivo nell’azione e nel tiro del gol del KO.

Cassetti: 5 – Non è in condizione e soffre parecchio anche sul piano fisico.

Perrotta: 5 – Con lui trequartista anche Vucinic fa brutta figura; riesce a farsi apprezzare solo sul piano dell’interdizione e dell’impegno.

Vucinic: 5 – Primo tempo poco assistito non combina niente; meglio nella ripresa anche se, oltre a mangiarsi un gol di suo, serve Cicinho invece che concludere lui.

Mancini: 3 – Più attivo nelle effusioni con Cassano che non in gioco; sostituzione punitiva; peggiore in campo.

Giuly: s.v. – Vivace, ma evanescente.

Brighi: s.v. – Concreto.

Aquilani: s.v.

Spalletti: 6 – Pur di mantenere il modulo presenta una formazione inadeguata per il modulo stesso; la sorte (e Doni) lo assiste e, tolta la zavorra (Mancini), emerge la buona condizione

plusone Bugiardo ma non troppo facebook Bugiardo ma non troppo twitter Bugiardo ma non troppo email Bugiardo ma non troppo

You must be logged in to post a comment.